Bomb man di Ilaria Pasqua
- Valentina Capaldi
- 29 set 2019
- Tempo di lettura: 2 min
Non c’era giorno in cui non scoppiasse qualche bomba.
Le esplosioni si inseguivano da una parte all’altra del pianeta come bambini che giocavano ad acchiapparella. E le città erano ormai composte di materiali indistruttibili, mentre le persone avevano risolto il problema indossando una seconda pelle.
Non è un libro facile, questo “Bomb man” di Ilaria Pasqua, come del resto non è mai facile la fantascienza di un certo livello (Scatole parlanti, 163 pagine, € 15,00).
Si tratta di una distopia che ricorda certi romanzi di Philip K. Dick per l’ambientazione ristretta, i personaggi socialmente bizzarri e l’impietosa analisi sociologica.
In un mondo ormai devastato da continui attacchi terroristici, la soluzione alla bomba è la “seconda pelle”, una tutta indistruttibile realizzata dal geniale Carl grazie a una sostanza aliena.
Il romanzo alterna il passato di Carl, caratterizzato dal travagliato rapporto con il padre, al presente dello spilungone, un dipendente della fabbrica di tute reso folle dalla follia del mondo in cui è intrappolato. Infatti, la seconda pelle non si rivela la soluzione che tutti speravano, perché le bombe non smettono di esplodere, anzi: dato che nessuno si fa più male, diventano un divertimento per la gente, come se tutti vivessero in un luna park continuo.
A un certo punto, però, si scopre che la seconda pelle è imperfetta, ed ecco che l’orrore torna, come in quei film horror di serie b in cui i personaggi si accorgono che il tizio con i denti da vampiro non è uno con un costume, ma un vampiro vero.
Carl e lo spilungone sono protagonisti con un passato angoscioso che ritorna a galla in continuazione. Sebbene non si parlino mai, sono strettamente legati non solo da un luogo fisico (la fabbrica di tute) ma anche da una persona che si rivela essere il mentore di entrambi.
Lo stile dell’autrice è caleidoscopico. Soprattutto nei capitoli dedicati allo spilungone, si va dal passato al presente e viceversa senza soluzione di continuità, come se il personaggio fosse vittima di un costante flusso di ricordi e visioni che lo estraniano dal presente.
“Bomb man” è un romanzo complesso, che forse avrebbe bisogno di una seconda lettura per essere compreso fino in fondo, ma che di sicuro s’inserisce in un posto di tutto rispetto nella famiglia della fantascienza sociologica.



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